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CRONACA CITTADINA


LA TRAGEDIA DI ALDO MORO RICORDATA DALLA FIGLIA

Aldo Moro


Era già stato annunciato l'arrivo a castello di Maria Fida Moro, figlia dello statista democristiano e docente di filosofia del diritto, assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978. L'incontro è avvenuto nell'aula magna delle scuole medie "G. Mazzini" di via Verdi; al pubblico presente, composto da insegnanti e genitori, Maria Fida Moro ha presentato il libro "La nebulosa del caso Moro".Il ricavato del libro andrà ad un'associazione che opera a favore dei bambini della Tanzania. L'opera presenta fatti certi, senza opinioni personali. La premessa è stata affidata al nipotino che tutti ricorderanno presente ai funerali di Aldo Moro. Quello che Maria Fida Moro ha voluto infondere nell'uditorio è stata soprattutto la speranza perché, nonostante l'immenso dolore che ha segnato la vita della sua famiglia, lei ha voluto lanciare un messaggio di "bontà luminosa". Così infatti ha definito il sentimento che, ha detto, dovrebbe accompagnare la vita di ciascuno. All'incontro mattutino la figlia dell'ex segretario della Democrazia Cristiana, ha concluso affermando che la vita umana avrà un lieto fine. Nell' incontro pomeridiano con le quinte elementari al teatro "Verdi" è stato un susseguirsi di domande che i ragazzi hanno posto relativamente al libro letto in classe "La casa dei cento Natali". Presenti agli incontri il Sindaco, il Dirigente Scolastico, il Parroco e vari assessori e consiglieri comunali.
(Stefano Scagnelli)


GRAFFITI E VIDEOCLIP PER DIRE NO ALLA DIPENDENZA DA STUPEFACENTI


Cinquanta graffiti e tre videoclip per dire no, in un modo un po' insolito, all'uso della droga: è ciò che è emerso dal progetto "Fatti un'idea" presentata presso il liceo "Volta" di C. S. Giovanni. Ha coinvolto circa duecento giovani dei comuni di C. S. Giovanni, Borgonovo, Pianello, Gragnano, Sarmato, Agazzano e S. Nicolò. Il risultato sono stati una cinquantina di graffiti (realizzati su grandi lenzuola bianche )dove i circa duecento giovani hanno sfogato la loro creatività descrivendo a loro modo il tema della droga. L'idea era semplice quanto innovativa: insegnare ai ragazzi le tecniche dei graffiti e nello stesso tempo sensibilizzarli circa gli effetti delle sostanze stupefacenti.Il banchetto è stato portato in luoghi quali piazze e piscine perché i giovani si sentissero più liberi di esprimere se stessi; inoltre in questi luoghi è più facile incontrare quei ragazzi che normalmente sfuggono ai normali luoghi di aggregazione come i centri educativi o le scuole. L'èquipe che seguiva il banchetto itinerante era composto da un educatore e da una graffitara. I circa duecento ragazzi che avevano preso parte al progetto avevano un'età compresa fra i quattordici ed i sedici anni . Ognuno di loro doveva compilare un questionario molto semplice che è servito per capire qual'è oggi il livello medio di informazione circa l'utilizzo delle sostanze stupefacenti tra i giovani valtidonesi. Oltre ai graffiti, il progetto ha visto anche la realizzazione di tre video clip, che sono stati proiettati nell'auditorium del liceo castellano.Si trattava di tre video clip girati dai giovani insieme ad un esperto che ha tenuto alcuni laboratori espressivi con i ragazzi coinvolti. Durante i laboratori venivano simulate delle situazioni, ad esempio quella di un giovane di fronte all'offerta del classico spinello. In particolare i laboratori espressivi hanno interessato i comuni di Sarmato, Gragnano e Castel San Giovanni. In occasione dell'esposizione dei murales e della proiezione dei filmati sono intervenuti ragazzi, insegnanti e rappresentanti dei comuni coinvolti.
(Natasha Crosignani)

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