INTERVISTE… A SCUOLA
Noi
ragazzi della redazione, abbiamo pensato di intervistare alcune persone che
lavorano nel mondo della scuola per farci svelare i piccoli “segreti” del loro
lavoro.
Abbiamo
iniziato a intervistare la persona che consideriamo l’amica di tutti i giorni,
la collaboratrice scolastica, la nostra “amata” Gabriella: ecco le domande che
le abbiamo rivolto
1) Da quanti anni
esercita la professione di collaboratrice scolastica?
2) Per lei il lavoro è
faticoso? In che cosa consiste?
3) Per quante ore al
giorno svolge questa attività?
4) Si trova bene con gli
altri colleghi?
5) Che rapporti ha col
preside?
6) Come si trova con gli
alunni?
7) Che differenza trova
fra gli alunni d’oggi e quelli di qualche anno fa?
8) Le piace il lavoro che
svolge o preferirebbe cambiarlo?
Ed
ecco le sue risposte:
1)
Esercito la mia professione da 19 anni.
2)
Il lavoro non è faticoso e consiste nell’aiutare i ragazzi quando non stanno
bene, pulire i locali della scuola e collaborare con gli insegnanti.
3)
Esercito questo mestiere sei ore al giorno.
4)
Sì, mi trovo bene.
5)
Con il preside ho dei rapporti abbastanza cordiali.
6)
Mi trovo abbastanza bene anche se spesso sono piuttosto indisciplinati.
7
)Gli alunni di qualche anno fa erano più tranquilli e più rispettosi con gli
adulti.
8)
Mi piacerebbe cambiare perché la figura del collaboratore è sottovalutata.
Abbiamo
così notato che la collaboratrice scolastica è abbastanza soddisfatta del suo
lavoro e lo svolge con impegno e passione.
Successivamente
abbiamo rivolto alcune domande al professore di educazione musicale, Mario
Genesi. Ecco le domande:
1) Quante ore dedica alla
sua professione?
2) Si trova bene con gli
alunni?
3 )Ha dei buoni rapporti
con i colleghi?
4) E con il preside?
5) Quali possono essere
le soddisfazioni nella sua professione?
6) E le delusioni?
7) Il suo lavoro le causa
dei problemi con la sua famiglia?
8) Le piace il suo
lavoro? Preferirebbe cambiarlo?
Ecco
le risposte:
1)
Oltre al normale orario di lezione, dedico alcune ore del pomeriggio per le
riunioni e per la preparazione delle lezioni.
2)
Sì, anche se la maggior parte si comporta in modo poco educato.
3)
Sì, mi trovo bene.
4)
Sì mi trovo molto bene.
5)
Sì, in alcuni momenti di particolare impegno artistico
6)
No, quasi mai
7)
No
8)
Mi piace molto, ma, anche se volessi cambiare, non potrei.
Secondo
le risposte, il professore ci è sembrato soddisfatto del suo lavoro.
In
seguito abbiamo deciso di intervistare la signora Elena, un applicata della
segreteria. Le abbiamo rivolto queste domande:
1) Da quanti anni lavora
nella scuola?
2) In che cosa consiste
la sua attività?
3) Quante ore al giorno
lavora?
4) Qual è il suo giorno
libero?
5) Quali sono le
soddisfazioni?
6) Quali sono le
difficoltà che incontra nel suo lavoro?
7) Le piace il suo
lavoro?
8) Che rapporti ha con il
preside?
9) Che rapporto ha con i
suoi colleghi?
10) Che rapporti ha con
gli alunni?
11) Che rapporti ha con i
genitori degli alunni?
Ecco
cosa ha risposto:
1)
Lavoro nella scuola da 13 anni.
2)
Svolgo soprattutto pratiche inerenti le iscrizioni degli alunni, le
assicurazioni, uscite didattiche, gli scrutini, le compilazioni dei documenti di
ogni alunno.
3)
Lavoro per 36 ore alla settimana.
4)
Il mio giorno libero è la domenica.
5)
Mi piace il contatto con persone nuove.
6)
Le principali difficoltà sono i periodi di lavoro più intensi, che risultano un
po’ stressanti.
7)
Sì, mi piace.
8)
Con il preside ho dei buoni rapporti.
9)
Con i miei colleghi ho buon rapporti.
10)
Con gli alunni non ci sono problemi.
11)
I colloqui sono cordiali.
Ci
è sembrato che la signora Elena svolga con impegno il suo lavoro.
Ci
siamo quindi rivolti alla dirigente amministrativa, la signorina Piera. Ecco le
domande che le abbiamo rivolto:
1) Da quanti anni lavora
nella scuola?
2) In che cosa consiste
la sua attività?
3) Quante ore al giorno
lavora?
4) Ha un giorno libero?
5 Quali sono le
soddisfazioni?
6) Quali sono le
difficoltà che incontra nel suo lavoro?
7) Le piace il suo
lavoro?
8) Che rapporti ha con il
preside?
9) Che rapporto ha con i
suoi colleghi?
10) Ha rapporti con gli
alunni?
Ecco
le risposte:
1)
Lavoro nella scuola da 36 anni, dal 1967
2)
La mia attività in 36 anni è molto cambiata: con il tempo sono aumentate le
competenze e le responsabilità perché ci sono molti ruoli da svolgere;
l’organizzazione è cambiata.
3)
Lavoro 10 ore al giorno.
4)
No.
5)
La scuola è una grande soddisfazione; la soddisfazione più grande è quella di
adempiere al proprio compito.
6)
Le difficoltà sono la mancanza di certezze o di tempestività nelle disposizioni
che devono arrivare dagli enti competenti.
7)
Sì, e sono molta soddisfatta.
8)
Un rapporto ottimo, nel mio ruolo è proprio la collaborazione con il preside
che conta.
9)
Ho dei buoni rapporti.
10
)I miei rapporti con gli alunni non sono più come un tempo, sono più ridotti.
Nel
colloquio, la nostra direttrice amministrativa ci è parsa veramente entusiasta
della sua professione.
Alla
fine abbiamo deciso di intervistare la persona che “governa” la scuola, il
dirigente scolastico, prof. Pillade Cavallotti ecco le domande:
1) Da quanto tempo ha
intrapreso la professione di preside?
2) Che cosa l’ha spinta a
diventare dirigente scolastico?
3) In quale istituto ha
svolto il suo primo incarico?
4) Quanti anni sono che
si trova in questo istituto?
5) Incontra difficoltà
nel suo lavoro? Quali?
6) Nella sua professione
ha avuto più soddisfazioni o delusioni?
7) Come sono i suoi
rapporti con gli insegnanti?
8) Come si trova con gli
alunni? Che differenza c’è, secondo lei, fra gli alunni di oggi e quelli di
qualche anno fa?
Ecco
le risposte:
1)
Ho intrapreso la professione dal 1982.
2)
Mi ha spinto il desiderio di un esperienza più completa.
3)
Ho svolto il mio primo incarico come preside nell’ “istituto tecnico” di
Borgonovo.
4)
Mi trovo in questo istituto da 16 anni.
5)
Le difficoltà derivano dalla complessità del lavoro che si sviluppa in diversi
ambiti: quelli del diritto scolastico, della comunicazione e relazione,
amministrativo, organizzativo, socio-psico-didattico. È difficile che una
persona sia brava in tutte queste cose.
6)
Più soddisfazioni.
7)
Con gli insegnanti ho buoni rapporti.
8)
Gli alunni di una volta erano più disciplinati mentre quelli di oggi sono più
indisciplinati e con troppa libertà d’atteggiamento.
Abbiamo
concluso così la nostra rassegna di interviste, tralasciando però la “materia
prima”, cioè proprio noi, gli studenti, di cui tutti parlano, non sempre
favorevolmente. La scuola, per noi, è un impegno, di cui spesso faremmo a meno,
anche se sappiamo che è utile e ci prepara al futuro: ma come sottrarsi alla
tentazione di pensare che staremmo meglio senza compiti e lezioni?
(Sara
Gandini e Elisa Gobbi )