MIME-Version: 1.0 Content-Type: multipart/related; boundary="----=_NextPart_01CAA727.BAAA8160" Questo documento è una pagina Web in file unico, nota anche come archivio Web. La visualizzazione di questo messaggio indica che il browser o l'editor in uso non supporta gli archivi Web. Scaricare un browser che supporti gli archivi Web, come Microsoft Internet Explorer. ------=_NextPart_01CAA727.BAAA8160 Content-Location: file:///C:/7469C650/POF20092010.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" ISTITUTO COMPRENSIVO

ISTITUTO COMPRENSIVO

“= Cardinale Agostino Casaroli”

 

Via Verdi, 6 – 29015 CASTEL= SAN GIOVANNI (PC)

TEL. n° 0523 842788      FAX n° 882247

 Codice fiscale n° 80011290337 <= o:p>

 Distretto scolastico n° 1<= /o:p>

www.comprensivo-csg.net

mediacsg@tin.it=

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PIANO OFFERTA FORMATIVA

2009 / 2010=

 <= /o:p>

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INDICE GENERALE

 

PRESENTAZIONE

 

TITOLO I

&= nbsp;

LINEE DI INDIRIZZO EDUCATIVO

 

 

 

§       Riferimenti normativi e campo di applicazione

pag. 2

§       Motivi ispiratori

pag. 3

§       Scuola dell’autonomia e territorio

pag. 5

§       Accoglienza e integrazione

pag. 7

§       La scuola e l’alunno diversamente abile

pag. 8

§       Rapporti scuola-famiglia

pag 9

§       Continuità educativa e orientamento

pag. 9

§       Valutazione degli alunni

pag. 10

§       Linee di progettualità

pag. 11

 

TITOLO II

STRUTTURA DEL P.O.F

 

§       Scuola dell’Infanzia

pag. 12

§       Scuola Primaria=

pag. 15

§       Scuola Secondaria

pag. 18

 

TITOLO III

 

MONITORAGGIO E VALUTAZIONE D’ISTIT= UTO

pag. 21

 

TITOLO IV

 

FORMAZIONE DEGLI ADULTI

pag. 22

 

TITOLO V

 

PIANO DI FORMAZIONE

pag. 23

 

 


I.1 RIFERIMENTI NORMATIVI E CAMPO DI APPLICAZIONE

 

Il D.P.R. n. 275/99 recante il REGOLAMENTO “AUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE” ha trovato piena applicazione a partire dal 01 settembre 2000. Di conseguenza, l= a Scuola si muove nella realizzazione del PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA, esplicitamente previsto all’art.3 del Regolamento come espressione dell’autonomia didattica e organizzativa, di ricerca, sperimentazione= e sviluppo di ogni Istituzione scolastica.

A decorrere dall’a.s. 2001/02 il POF esprime l’offerta formativa = e la progettualità dei tre gradi di scuola dell’Istituzione nata il 1° settembre 2000 e, pur continuando a distinguere ambiti propri alla scuola dell’infanzia, alla primaria e alla secondaria, nutre l’ambizione di rappresentare un percorso di istruzione unitario per la scuola di base, nel rispetto delle finalità e delle condizioni strutturali poste dai Programmi vigenti alla scuola statale.

Raccogliendo sollecitazioni e opportunità provenienti dallo stesso M.P.I., il Cir= colo Didattico e = la Scuola Secondaria nel corso degli ultimi anni, sulla base= dei DD.MM. n.251 del 29/5/98 e n. 179 del 19/7/99, hanno svolto progetti sperim= entali e attività integrative di un certo interesse. In particolare, si è cercato di puntare verso il potenziamento di alcune aree, individu= ate come riferimento di funzioni-obiettivo per la realizzazione di una didattica più attiva e di stampo laboratoriale.

Il Piano dell’Offerta Formativa si collega quindi all’esperienza della Scuola, la quale interpreta e realizza in tal modo il disposto delle leggi 59/97 , 440/97, nonché del D.L.vo 59/04 e del D.P.R.89/09. A partire dall’a.s.08/09 la= Scuola è impegnata a produrre il Curricolo di Istituto, documento che integ= ra il POF e, in certo senso,si sovrappone.Rispetto al POF il Curricolo prende = in considerazione più diretta e esplicita le Indicazioni Nazionali per = il curricolo e le declina, materia per materia, secondo un’impostazione verticalizzata sui tre gradi di scuola.

Il Curricolo si presenta perché come atto regolativo della vita e dell’identità dell’Istituzione, si caratterizza per la s= ua impostazione a valenza annuale, e comprende aspetti che prima erano contemp= lati nella Carta dei Servizi e nei Documenti di Programmazione Educativa e didat= tica d’Istituto. Per altro, questi documenti, elaborati a suo tempo dalla Direzione Didattica e dalla Scuola Secondaria, come in sospeso, per la difficoltà di una rielaborazione complessiva da comprendere tutti gli aspetti e i rapporti della vita della scuola. In realtà mentre, da u= na parte, il Regolamento presidenziale sembra attribuire al POF una valenza generale rispetto all'identità culturale ed educativa dell’Istituzione Scolastica, caricandolo di una capacità regol= ativa molto ampia, mitigata soltanto dal richiamo alla coerenza con gli obiettivi generali dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazion= ale, per un’altra parte la stesura di un documento essenziale e non onnicompresivo, chiaro soprattutto per le famiglie e regolabile di anno in anno, è implicitamente richiesto dalla natura del Curricolo. Si aggi= unga che la formazione di una sola Istituzione a carattere comprensivo a decorre= re dal 1° settembre 2001 consiglia la stesura di un documento agile, tale = da poter essere consultato facilmente da tutti gli utenti presenti e potenzial= i ai quali è anzitutto indirizzato.

Gli spazi di programmazione contenuti nel POF e nel Curricolo sono ampi e il concetto di autonomia posto alla base della riforma della scuola, consentirà di estendere ulteriormente la capacità della stessa di pensare e realiz= zare la propria progettualità. Ciò non significa ovviamente che og= gi, a livello di singola Istituzione, si possa fare tutto ciò che viene = in mente: la Scuola è dello Stato ed è tenuta non solo a rispettare, come si &egr= ave; detto, i fini generali di ordine educativo che le sono assegnati, ma non può neppure uscire da schemi strutturali e organizzativi previsti dalle leggi, dai Regolamenti, nonché dagli atti inerenti il rapporto di lavoro di tutto il persona= le.

 


I.2 MOTIVI ISPIRATORI

 

= ¨Introduzione

La costituzione di un unico Istituto Comprensivo dei tre ordini di scuola (d’Infanzia, Primaria, Secondaria) impone, nella definizione del Piano dell’Offerta Formativa, di precisare con chiarezza le comuni linee ispiratrici e gli intenti che tale Istituzione intende fare propri, pur seguendo percorsi differenziati.

La nuova realtà scolastica, se da un lato richiede da parte di tutte le componenti adattamento e disponibilità al cambiamento, dall’al= tro può favorire più facilmente una continuità educativa t= ra i vari ordini di scuola, necessarie per garantire all’alunno l’esperienza di un percorso formativo organico e continuo, a cui ha diritto.

Proprio per questo diventa importante precisare gli scopi che l’Istituzione intende perseguire con la sua azione educativa e didattica, ed è per= il raggiungimento di tali scopi che trova la sua ragion d’essere il Piano dell’Offerta Formativa.

Dal riconoscimento del valore della persona parte e al tempo stesso tende ogni intervento educativo e didattico. Pertanto l’Istituto vuole essere attento ai bisogni educativi e formativi dell’alunno, e poiché= la scuola affianca la famiglia nel suo difficile compito educativo, l’Istituto intende essere attento alle proposte e alle richieste dei genitori.

Altro punto qualificante l’intervento educativo riguarda il rapporto tra la realtà e l’alunno: la Scuola non può sottrarsi al compito di introdurre l’alunno alla realtà, a partire dall’infanzia. Concepire infatti l’educazione come un modo di uscir fuori dal chiuso di se ste= ssi implica un lento e progressivo cammino di penetrazione all’interno de= lla realtà alla ricerca di tutte le possibilità esperienziali e comunicative che essa offre. Ma affacciarsi alla realtà vuol dire an= che affacciarsi alla cultura nelle sue varie forme e al tempo stesso scoprire i vari linguaggi di cui la realtà è costituita.

 

= ¨Obiettivi educativi

 

Dopo aver analizzato i diversi piani educativi dei tre ordini scolastici, sono s= tati individuati diversi obiettivi educativi, condivisi nei tre momenti formativ= i ma declinati poi secondo le età e le differenti esigenze didattiche.

Lungo il percorso formativo l’alunno sarà guidato al raggiungimento = dei seguenti obiettivi educativi:

·         Educazione alla convivenza democratica

a.&n= bsp;    saper rispettare se stesso

b.&n= bsp;     saper rispettare gli altri

c.&n= bsp;     saper porre se stesso in relazione = agli altri

 

·         Acquisizione del senso di responsabilità

a.&n= bsp;    saper valorizzare persone e cose

b.&n= bsp;     conoscere e rispettare le regole de= lla vita scolastica

c.&n= bsp;     saper partecipare alla vita e all’attività scolastica

 

·         Capacità di orientamento

a.&n= bsp;    acquisire la coscienza di sé=

b.&n= bsp;     conoscere la realtà

c.&n= bsp;     imparare a scegliere

 


·         Promozione della capacità di operare autonomamente

a. saper usare gli strumenti di lavoro

b. saper organizzare il proprio lavoro

c. saper decidere correttamente

 

·         Promozione di capacità e abilità individuali

a.&n= bsp;    saper comprendere i vari tipi di linguaggio

b.&n= bsp;     saper produrre vari tipi di testo c= on registro adeguato

c.&n= bsp;     saper osservare, in modo sempre più consapevole, la realtà

d.&n= bsp;    saper descrivere la realtà utilizzando diversi tipi di linguaggio

e.&n= bsp;    sviluppare le capacità di lettura e di analisi critica dei messaggi

f.&n= bsp;      sviluppare la creatività

 

¨La scuola e i suoi fruitori

 

Questi obiettivi non potranno prescindere da alcuni vincolanti doveri, come la promozione della piena integrazione dei minori diversamente abili, prevista dalla Legge 104 e secondo le modalità indicate dall’accordo di programma sottoscritto nel 2002 tra Ufficio Scolastico Provinciale e ASL, n= el rispetto delle rispettive competenze e nell’attuazione convergente de= gli specifici compiti.

Essendo il mondo scolastico un ambiente complesso interamente costruito per la formazione dei ragazzi, questo deve agevolare gli alunni nel riconoscere e nell’esprimere la propria identità, nello scoprire e nell’apprezzare la diversità individuale come contributo per la propria e l’altrui crescita e come ricchezza culturale.

La scuola deve altresì affiancare la famiglia nel progetto educativo rendendo partecipi i bambini ed i ragazzi. Perciò i docenti devono dedicare grande attenzione all’ascolto dei ragazzi, non vivendo la lo= ro funzione come fossero notai della realizzazione di un percorso progettato, = ma come costruttori insieme ai ragazzi della loro formazione. Quindi il proces= so di verifica deve rispondere ad una strategia di crescita, in cui non solo il successo è registrato ma anche l’errore viene adeguatamente valutato, come segno di disagio, di difficoltà, di comunicazione.

 


I.3 SCUOLA DELL’ AUTONOMIA E TERRITORIO

 

La Scuola, come ogni realtà umana viv= a e duratura, riconosce che il proprio presente e il proprio futuro dipendono da una tradizione. Per noi, scuola di base, “tradizione” – s= ul piano organizzativo e dei programmi – rimanda alle origini centralist= iche e illuministiche del nostro sistema scolastico, nato con il nome di “legge Casati” nel 1860 e rimasto sostanzialmente stabile, pur = con i cambiamenti che i tempi imponevano, fino ad oggi. I fini erano chiari: fa= tta l’Italia occorreva fare gli italiani: impresa assai più diffic= ile (incivilimento, alfabetizzazione, prima secondarietà, senso di appartenenza…).

Oggi la Scuola autonoma tende ad uscire da questa impostazione poichè l’omogeneità, a livello di sistema scuola, non è più riconosciuta come un valore e bisogna cerca= re altre legittimazioni; il ciclo della scuola statale tradizionale volge al tramonto in quanto si ritiene che il centralismo in questa fase non sia in grado di produrre “qualità” e di promuovere il cambiamen= to; occorre pertanto puntare sul sistema delle autonomie, come fattore di arric= chimento complessivo attraverso la “rete”, la cooperazione e la diffusio= ne del potere locale come espressione di nuove soggettività professiona= li.

La nostra Scuola è consapevole, d’altra parte, che non è facile fare del localismo scolastico = per le seguenti ragioni:

1.&n= bsp;    La “dimensione” attuale= dei problemi socio-culturali;

2.&n= bsp;    Il rischio di caduta negli stereoti= pi e nell’impoverimento culturale ai quali difficilmente si sottrae una didattica di stampo localista e ambientalista;

3.&n= bsp;    La “normalità” d= el nostro territorio, che non presenta condizioni per cui la scuola sia chiama= ta a rispondere nell’immediato a gravi urgenze di tipo sociale, né = una configurazione particolarmente impegnativa e caratterizzata.

 

Il POF si ispira perciò a una linea moderata nell’assunzione del cambiamento, s= ulla base di valutazioni serie e realistiche dei problemi che si pongono e delle possibilità di farvi fronte.

Le istanze considerate sono le seguenti:

·         l’attenzione alla famiglia e = ai valori della comunità locale

·         l’aderenza al territorio e al= suo sviluppo, anche economico, e la costruzione dei diritti di cittadinanza

·         la coesione sociale

·         lo sviluppo culturale complessivo

 

La risposta della Scuola, supportata anche= dai risultati dell’indagine svolta dall’Istituto “Minotauro” sui bisogni formativi del territorio, si basa sui seguenti punti:

 

·         assunzione del concetto di flessibilità, organizzativa e didattica, basato sulla progettualità e sul principio di individualizzazione dell’insegnamento;


·         formazione di gruppi anche diversi rispetto al gruppo-classe per lo svolgimento di attività a carattere laboratoriale, operanti all’interno del normale tempo-scuola; riconfe= rma di quei progetti e di quelle attività che incontrano il favore degli alunni e conseguono risultati apprezzabili;

 

·         offerta formativa integrativa posta= al di fuori del tempo scolastico obbligatorio, pensata per gruppi di livello o= di interesse;

 

·         riconferma sempre più calibr= ata e programmata delle “nuove educazioni” come strumenti per la costruzione dei diritti di cittadinanza; lo spazio riservato a tutto ci&ogr= ave; che non è curricolare (Progammi) e risulta in tal modo contenuto specifico del POF deve essere contenuto nei limiti fissati dalle disposizio= ni vigenti;

 

·         mantenimento del turismo culturale e ricreativo come espressione della complessiva offerta formativa della Scuol= a e momento di integrazione degli alunni con la vita della Scuola e tra tutte le sue componenti;

 

·         rilevanza della finalità orientativa della scuola di base, intesa come approfondimento della conosce= nza di sé e della realtà circostante.

 

Le iniziative da attuare, come specificate più avanti nelle sezioni riservate a ciasc= un grado di scuola, rispondono alla duplice esigenza di far fronte alle indivi= duate necessità di ordine sociale, da una parte e, dall’altra, alle tradizionali debolezze della scuola italiana, nonché a rapportarsi c= on alcune caratteristiche culturali del contesto locale: esse vertono sui segu= enti motivi conduttori:

 

·         integrazione dei soggetti  “deboli” - a qualsiasi tipologia di alunni essi appartengano -potenzialmente a rischio di mortalit= à scolastica (Progetto Antidispersione);

 

·         sostegno e recupero per i soggetti = dal rendimento insufficiente;

 

·         diversificazione e arricchimento dell’offerta formativa mirato al potenziamento delle seguenti aree: linguistica, con particolare riferimento all’educazione alla lettura e allo sviluppo del servizio biblioteca; lingua straniera; educazione fisica; educazione musicale;

 

·         uso del computer;=

 

·         la vita sociale e l’educazione civica; l’educazione alla sicurezza, alla salute e al rispetto dell’ambiente;

 

·         etnologia,  con particolare riferimento alla s= toria e alla civiltà locale e rurale.

 


I.4   ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

 

Il nostro Istitu= to promuove l’accoglienza e l’integrazione di tutti gli alunni:

 

a)&n= bsp;    accoglie i bambini e i ragazzi come persone; fa loro capire, con i fatti, che a scuola si trovano tra amici, tu= tti diversi, che iniziano un’esperienza di vita insieme;

b)&n= bsp;     è attento all’aspetto relazionale affinché le persone che accedono alla scuola si sentano accolte e percepiscano la volontà da parte degli operatori di rispon= dere ai loro bisogni;

c)&n= bsp;     tiene conto del cambiamento e della complessità sociale e culturale dell’attuale momento storico, analizza i bisogni e le risorse interculturali della scuola, facilita il confronto e l’integrazione.

 

Per raggiungere tali obiettivi promuove iniziative di carattere educativo, didattico e organizzativo:

 

·         classi di prima accoglienza per alu= nni extracomunitari e nomadi;

·         forme di flessibilità organizzativa (gruppi, classi aperte, …);

·         progetti di educazione intercultura= le e relazionale in rete con gli istituti del distretto;

·         attività di recupero e potenziamento;

·         attività laboratoriali per gruppi ristretti di alunni.

 

E’ prevista la collaborazione con En= ti e Associazioni quali:

 

·         Casa delle Associazioni<= /span>

·         Mondo Aperto

·         Comune

·         Associazione “La Ricerca

·         UNICEF

·         ASL

·         ASSOFA

·         PROVINCIA

·         REGIONE

 

 

 


I. 5    LA SCUOLA E L’= ALUNNO DIVERSAMENTE ABILE

 

La Scuola<= span style=3D'font-size:11.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:"Bookman Ol= d Style"'> promuove la piena integrazione degli alunni diversamente abili attraverso:<= o:p>

 

1.&n= bsp;    Una collaborazione assidua con gli operatori dell'ASL o di Enti Privati (es. Associazione Down) che si occupano dei suddetti alunni, per quanto riguarda:

-&nb= sp;        certificazione

-&nb= sp;        Diagnosi Funzionale (D.F.)

-&nb= sp;        stesura del Profilo Dinamico Funzio= nale (P.D.F.) con i docenti

-&nb= sp;        terapie (logopedia, fisioterapia…)

-&nb= sp;        acquisto o prestito di attrezzature tecniche o ausili utili all'integrazione degli alunni nella scuola

-&nb= sp;        consulenza

-&nb= sp;        verifiche quadrimestrali con i doce= nti e i genitori

-&nb= sp;        segnalazione di alunni con disturbi= di apprendimento

 

2.&n= bsp;    Progettazione:

-&nb= sp;        Piani Educativi Individualizzati, s= ulla base della D.F. e del P.D.F.

-&nb= sp;        flessibilità oraria del doce= nte di sostegno per garantire una migliore qualità dell'integrazione (sc= ambi di ruolo con i docenti di classe, possibilità del docente di sostegn= o, di seguire l'alunno per un breve periodo di inserimento, nel successivo ord= ine di scuola …)

-&nb= sp;        progetti di continuità tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria e tra la scuola primaria e = la scuola secondaria

-&nb= sp;        progetti di sperimentazione didatti= ca e metodologica nelle classi con alunni diversamente abili

-&nb= sp;        progetti per la richiesta di attrezzature tecniche, sussidi didattici ecc.

 

3.&n= bsp;    Risorse umane:

-&nb= sp;        docenti di sostegno specializzati, = nel limite del possibile

-&nb= sp;        gruppo fisso per l'handicap, compos= to da docenti di classe e di sostegno, genitori, operatori A.S.L., rappresenta= nte Comune

 

4.&n= bsp;    Collaborazione con il Comune per qu= anto riguarda:

-&nb= sp;        l'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici scolastici

-&nb= sp;        l'acquisto di attrezzature tecniche, sussidi didattici…

-&nb= sp;        l'assegnazione di personale qualifi= cato per l'assistenza agli alunni in condizione di gravità, in modo da garantire ad essi la copertura oraria di tutto il tempo scuola

 

5.&n= bsp;    Collaborazione con i Centri di Serv= izio territoriali:

-&nb= sp;        C.R.N.T.I.: Centro Risorse Nuove Tecnologie per l'Integrazione (c/o I.C. di Roveleto  - Cadeo)

-&nb= sp;        Centro di Servizio sulla Dislessia = (c/o I.C. di S. Nicolò)

-&nb= sp;        Centro di Servizio su "Comunicazione facilitata e autismo" (c/o V Circolo Didattico)

 

 


 

I. 6   RAPPORTI SCUOLA-FAMIG= LIA

 

I rapporti con le famiglie si articolano, = in maniera appropriata a ciascun grado di scuola, nei seguenti momenti:

a) informazione o discussione attraverso:<= o:p>

§elaborazione del POF

§assemblee dei genitori convocate da= lla scuola per l’ingresso e il passaggio da un grado all’altro=

§Assemblee di classe

§Consigli di intersezione, di interc= lasse, di classe

§Udienze individuali, collettive e generali

b)&n= bsp;  attività di rappresentanza a livello istituzionale all’interno del Consiglio di Istituto

c)&n= bsp;  partecipazione alle commissioni di lavoro istituite su vari problemi della vita scolastica

d)&n= bsp;  coinvolgimento nel progetto “genitorialità”

I rapporti scuola-famiglia sono regolati, altresì, dalle norme contenute nel Regolamento d’Istituto.

 

 

 

I. 7   CONTINUITA’ EDU= CATIVA E ORIENTAMENTO

 

a)&n= bsp;    CONTINUITÀ che si concretizz= a in

 

§Costituzione di commissioni con doc= enti di diverso grado di scuola per la formazione delle classi 1^ primaria e 1^ secondaria e con le educatrici del nido per le sezioni dell’infanzia.=

§compilazione, aggiornamento e trasmissione del portfolio dell’alunno

§test di ingresso in 1^ secondaria, valutati e validati insieme ai docenti della 5^ primaria di provenienza

§riunioni periodiche sullo svolgimen= to dei rispettivi programmi tra i docenti dei diversi gradi<= /p>

§progetti di formazione in comune tra tutti i docenti del Comprensivo

 

b) ORIENTAMENTO = che assume evidenza e si concretizza in

 

§attività curricolari specifi= che a livello di scuola secondaria, a partire dal secondo anno

§approfondimento della consapevolezz= a di sé

§approfondimento del rapporto scuola-società

§presentazione di tutte le scelte scolastiche successive alla scuola secondaria

§illustrazione del volumetto e del CD dell’Amm.ne Provinciale sugli istituti superiori presenti nella nostra provincia

§visite guidate alle scuole superior= i

§partecipazione alla mostra “Futura”

§partecipazione con tutte le classi prime e seconde al progetto “Orientamento” gestito da EndoFap “don Orione” con finanziamento FSE.

 


I. 8   VALUTAZIONE DEGLI ALU= NNI

 

La valutazione è finalizzata alla promozione integrale della personalità degli alunni e rileva il prof= itto conseguito dagli stessi secondo lo stile proprio a ciascun grado di scuola = e le modalità che ad esso convengono.

La valutazione, per essere formativa e orientativa, tende sempre a coniugare insieme gli aspetti soggettivi dell'’educazione personale e gli apprendimenti realizzati sulla base = dei programmi vigenti, così come interpretati e riproposti dalla programmazione didattica di Istituto.

Le famiglie degli alunni che, nel corso dell’anno, presentassero un atteggiamento problematico rispetto alle esigenze scolastiche e un profitto costantemente deficitario, saranno debitamente informate circa i possibili esiti di una valutazione negativa, = al fine di pervenire a un’intesa con la scuola sulla linea educativa da seguire.

La non ammissione alla classe successiva t= iene conto prioritariamente della prospettiva evolutiva del soggetto ed è disposta eccezionalmente alla scuola primaria, prudentemente alla scuola secondaria, sulla base dei seguenti criteri:

 

SCUOLA PRIMARIA

a)&n= bsp;    grave ritardo nell’alfabetizzazione culturale e nello sviluppo personale e sociale dell’alunno;

b)&n= bsp;     accertamento di ritardi nei risulta= ti da conseguire in relazione agli obiettivi ed ai contenuti formativi minimi prescritti dai programmi e definiti nella programmazione didattica;

c)&n= bsp;     valutazione della opportunità per il bambino di seguire processi di assimilazione, comprensione, produzio= ne adeguati alla sua maturazione, nel rispetto della valorizzazione di modi e tempi d’apprendimento.

 

SCUOLA SECONDARIA

a)&n= bsp;    gravi, persistenti ed estese insufficienze nel profitto e nel conseguimento degli obiettivi basilari del= le varie discipline;

b)&n= bsp;     mancato raggiungimento degli obiett= ivi educativo-comportamentali previsti nel piano educativo d’Istituto, attualizzati e applicati alla condizione personale dell’alunno, tale = da denotare una sostanziale immaturità…;

c)&n= bsp;     particolare attenzione, da parte del Consiglio di classe a non trattenere nella stessa classe coloro che siano già incorsi in una ripetenza.


 

I. 9   LINEE DI PROGETTUALITA’

 

L’Istituto rileva i bisogni e i prob= lemi degli alunni nell’ambito dell’integrazione , del recupero, del successo personale e scolastico, e i bisogni e i problemi nell’ambito civile e sociale.

Per rispondere a tali bisogni realizza tut= ta una serie di Progetti:

 

§Progetti a carattere trasversale, c= he coinvolgono tutti i bambini e i ragazzi dell’Istituto  (progetti sulla lettura, sulla mus= ica, sulla relazione, sull’attività motoria, di informatica, …= ;)

 

§Progetti che toccano problemi civil= i o sociali (accoglienza e intercultura; conoscenza, valorizzazione, recupero e tutela dell’ambiente; educazione alla sicurezza stradale; PEDIBUS, Giornata della Memoria; …)

 

§Progetti settoriali, specifici di o= gni grado di scuola (orientamento, latino, orientamento…ecc…)<= /o:p>

 

·         Progetti in rete con altre Istituzi= oni Scolastiche, reti che si sono già consolidate negli anni, riguardanti principalmente la formazione del personale, l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri e l’integrazione degli al= unni diversamente abili.

 


TITOLO  II

STRUTTURA DEL POF=

 

SEZIONE I

SCUOLA DELL’INFANZIA

<= span style=3D'font-size:16.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:"Bookman Ol= d Style"'> 

 

TEMPO SCUOLA sezioni di CASTEL SAN GIOVANNI

 

 

08.00 – 9.30

Ingresso bambini e gioco

09.30 – 11.30

Attività didattica

11.30 – 12.00

Preparazione al pranzo e prima uscita

12.00 – 13.00

Pranzo

13.00 – 13.30

Gioco e seconda uscita

13.30 – 15.30

Riposo

15.30 – 15.45

Merenda

15.45 - 17.00

Gioco e uscita

<= span style=3D'font-size:11.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:"Bookman Ol= d Style"'> 

SERVIZI COMUNALI

 

·         Mensa

·         Trasporto

·         Servizio  prescolastico dalle ore 7,30 alle = ore 8

·         Servizio post-scolastico dalle ore = 17 alle ore 18.

 

 

 

TEMPO SCUOLA sezioni di SARMATO

 

 

08.00 – 9.30

Ingresso bambini e gioco

09.30 – 11.30

Attività didattica

11.30 – 12.00

Preparazione al pranzo e prima uscita

12.00 – 13.00

Pranzo

13.00 – 13.30

Gioco e seconda uscita

13.30 – 15.30

Riposo

15.30 – 15.45

Merenda

15.45 – 16,30

Gioco e uscita

<= span style=3D'font-size:11.0pt;mso-bidi-font-size:10.0pt;font-family:"Bookman Ol= d Style"'> 

SERVIZI COMUNALI

 

·         Mensa

·         Trasporto

·         Servizio prescolastico dalle ore 7,= 45 alle ore 8

 

 


 
PROGRAMMAZIONE&= nbsp; DIDATTICA

 

ha come finalità:

Progettazione delle attività specifiche da svolgere  in ogni singola sezione, tenendo c= onto dell’età  e dei prerequisiti di ogni singolo bambino, nell’ambito dei quattro campi d’esperienza:

a)&n= bsp;    Il sé e l’altro;<= /o:p>

b)&n= bsp;     Corpo, movimento, salute;

c)&n= bsp;     Fruizione e produzione di messaggi;=

d)&n= bsp;    Esplorare, conoscere e progettare.<= o:p>

 

si articola in :

-&nb= sp;        Obiettivi generali

-&nb= sp;        Obiettivi specifici

-&nb= sp;        Contenuti

-&nb= sp;        Metodologia

-&nb= sp;        Valutazione e verifica

 

PROGETTI

 

Per migliorare l’offerta formativa, la scuola dell’infanzia offre i seguenti progetti :

v      Accoglienza nuovi iscritti : favorire l’inserimento dei bambini nella scuola dell’infanzia

v      Accoglienza alunni stranieri : favorire l’accoglienza dei bambini attraverso inte= rventi di sostegno linguistico

v      Continuità : favorire la continuità educativa – didattica “Asilo ni= do – scuola dell’infanzia” “Scuola dell’infanzia – Scuola primaria”

v      Laboratorio di attività di giardinaggio

v      Laboratorio di fotografia: primi elementi fotografici

v      Progetti del Natale

v      Laboratorio musicale : progetto finanziato con contributo dalla Provincia (L.R.12/04) “Qualificazione dell’offerta educativa scuola infanzia (0-6 anni)” consentire e favorire un corretto sviluppo delle capacit&agrav= e; musicali

v      Laboratorio di creatività artistica : sviluppo della creatività attravers= o la conoscenza di nuovi materiali e l’acquisizione di tecniche per la loro lavorazione

 

 


SCUOLA PRIMARIA

 

TEMPO SCUOLA

Plessi “Card. Casaroli” e “Tina Pesaro” di CASTEL SAN GIOVANNI

 

CLASSI a 27 ore (ex modulo) con possibilità di 3 ore opzionali=

dal LUNEDI’ al SABATO: 8.30 – 12.30 per tutte le classi

RIENTRI POMERIDIANI

MERCOLEDI’’  dalle 14 alle 17,00

OFFERTA FORMATIVA OPZIONALE PER LE CLASSI

GIOVEDI’ dalle 14 alle 17,00

 

 

CLASSI a 30 ore su cinque pomeriggi (ex= TEMPO PIENO)

dal LUNEDI’ al VENERDI’: 8.30 – 12.30       14= .30 – 16.30 per tutte le classi

L’ off= erta formativa opzionale per le classi è già inserita nell’orario settimanale.

 

 

 

Plesso “Paolo Maserati” di SARMATO

 

CLASSI A 28 ore (27 ore curricolo d= i base + 1 ora opzionale)

Tutte le classi

dal LUNEDI’ al VENERDI’: 8,30 – 12= .30

dal LUNEDI’ al GIOVEDI’: ore 14,00 - 16,= 00

 

 

SERVIZI COMUNALI

 

·         Mensa gestita dall’Assessorato P.I.

·         Trasporto gestito dall’Assessorato P.I.

·         Accoglienza prescolastica gestita dall’Assessorato P.I.

 


Applicazione Riforma Moratti ( Legge 53/03)

 

Il progetto didattico della scuola offre:

1.&n= bsp;      estensi= one della lingua inglese alle classi prime (1 ora settimanale) e seconde (2 ore settimanali);

2.&n= bsp;      attivaz= ione dell’alfabetizzazione informatica fin dalla classe prima;<= /span>

3.&n= bsp;      applica= zione graduale degli obiettivi specifici di apprendimento relativamente all’inglese e all’informatica come previsti e descritti nell’allegato alle Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Person= alizzati nella Scuola Primaria.

4.&n= bsp;      offerta= di 3 ore opzionali, aggiuntive al curricolo di base – uguale per tutte le classi - , scelte in base agli interessi dei bambini e alle competenze degli insegnanti.

 

 

 

COMPOSIZIONE DEL CURRICOLO DI BASE

 

 

Discipline

 

1° ANNO

Classe 2^

Classe 3^

2° BIENNIO

Numero di ore settimanali

Numero di ore settimanali

Numero di ore settimanali

Religione cattolica

2

2

2

2

Italiano

7

7

7

7

Inglese

1

2

3

3

Storia e Geografia

3

3

3

3

Matematica

7

7

7

7

Scienze

2

2

1

1

Tecnologia e informatica

1

1

1

1

Musica

1

1

1

1

Arte e immagine

1

1

1

1

Attività motorie e sportive<= /o:p>

2

1

1

1

Totale

27

27

27

27

 

 

 

 


Attività Opzionali e facoltative

 

Plessi “Card. A. Casaroli” e “Tina Pesaro”

 

Nei plessi “Card. A. Casaroli”= e “Tina Pesaro” le of= ferte formative opzionali da proporre per l’anno scolastico 2009 / = 2010 saranno così articolate:

 

1° anno

Classi a 27 ore

Classi a 30 ore + 10 (ex  tempo pieno)

1 ora scelta dal team (in base a compete= nze interne o a preferenze esplicite dei genitori)

1 ora di attività espressive (animazione alla lettura, musica, teatro)

1 ora di attività grafico - pittoriche

1 ora scelta dal team (in base a compete= nze interne o a preferenze esplicite dei genitori)

1 ora di attività espressive=

1 ora di LARSA

 

1° biennio

Classi a 27 ore

Classi a 30 ore + 10 (ex  tempo pieno)

1 ora scelta dal team (in base a compete= nze interne o a preferenze esplicite dei genitori)

1 ora di attività espressive (animazione alla lettura, musica, teatro)

1 ora di attività grafico - pitto= riche

1 ora scelta dal team (in base a compete= nze interne o a preferenze esplicite dei genitori)

1 ora di attività espressive=

1 ora di LARSA

 

2° biennio

Classi a 27 ore

Classi a 30 ore + 10 (ex  tempo pieno)

2 ora scelta dal team (in base a compete= nze interne o a preferenze esplicite dei genitori)

1 ora di attività espressive (animazione alla lettura, musica, teatro)

1 ora scelta dal team (in base a compete= nze interne o a preferenze esplicite dei genitori)

1 ora di attività espressive=

1 ora di lingua inglese

Precisazioni:

·            = ;         il laboratorio LaRSA non è necessariamente riferito all’insegnamento della Lingua italiana e di matematica ma può essere anche utilizzato per la lingua inglese;

·            = ;         le attività espressive comprendono anche attività musicali – teatrali;

·            = ;         le ore opzionali offerte in seconda= e in quarta valgono anche per l’anno successivo, secondo la scansione 1° biennio e 2° biennio.

 

Plesso “Paolo Maserati” di Sarmato

 

Modello unico per tutte le classi del plesso

 

1 ora di LaRSA (Recupero o Potenziamento= ) – già in orario

2 ore di attività espressive / culturali

 

 

Le attività LaRSA verteranno su Italiano e Matematica, dividendo gli alunni in gruppi di livello;

le attività Espressive / Culturali prevedono tre laboratori (Educazione all’Immagine e alla manualit&agr= ave;, Animazione alla lettura, Inglese); i bambini saranno divisi in gruppi che ruoteranno nella partecipazione alle diverse attività.

 


 

In attesa di eventuali nuove disposizioni normative dal parte del Ministero della Pubblica Istruzione, la scuola continua nell’impegno dell’applicazione delle Indicazioni Nazionali per il conseguimento de= gli obiettivi specifici di apprendimento in tutte le materie.=

Per questo ogni classe predispone

 

PIANO DI STUDIO PERSONALIZZATO

che ha come finalità:

·         acquisi= re metodi e contenuti in ciascun ambito disciplinare

e= si articola in due momenti:

·         individuazione degli obiettivi educativi inseriti nel PECUP e nel POF;

·         declinazione, per ogni team, del contratto formativo e del Piano di Studio comprendente :<= /p>

-&nb= sp;            =   obiettivi formativi

-&nb= sp;            =   obiettivi specifici di apprendiment= o

-&nb= sp;            =   contenuti e attività

-&nb= sp;            =   metodi

-&nb= sp;            =   competenze in uscita e verifiche

 

 

PROGETTI<= /span>

 

 

P= er migliorare l’offerta formativa la scuola primaria  offre i seguenti progetti :

v      Progetti di educazione motoria per migliorare l’attività fisico-sportiva attraverso la conoscenza di alcuni giochi-sport ( progetto rugby, basket,nuoto,calcio) e partecipazione alle giornate dello sport<= /span>

v      Progetti Intercultura per favorire l’accoglienza degli alunni stranieri e aiut= are chi è a rischio di dispersione scolastica (progetti Mondo Aperto , antidispersione, accoglienza)

v      Progetto di educazione emotiva per aiutare gli alunni ad affrontare le difficolt&agr= ave;

v      Progetti di animazione e di espressività per favorire la comunicazione attrav= erso vari tipi di linguaggio (Progetti di educazione musicale, Fantasia a colori, teatro)

v      Progetti per i bambini diversamente abili per favorire la relazione e l’integrazione  (Fattoria didattica RIO-TORTO)

v      Progetti di educazione ambientale in collaborazione con Lega Ambiente, Coop, CEA di = Castel San Giovanni, Pedibus)

v      Progetti ulteriori (Per non dimenticare)

v      Visite guidate e viaggi d’istruzione, senza pernottamenti, secondo la programmazione di classe.

 

 

 


 

SEZIONE III

SCUOLA SECONDARIA

 

TEMPO SCUOLA

 

Il tempo scuola,= sia a Castel San Giovanni, sia a Sarmato, è basato su unità orari= e di 60 minuti. Presso la sezione staccata di Sarmato nel corso dell’anno potranno intervenire modifiche all’unità oraria di 60 minuti p= er la realizzazione di attività e progetti che esigano flessibilit&agra= ve;.

 

Castel San Giovanni:

·         Tempo scuola di 30 ore: per 5 ore giornaliere, dalle 8 al= le 13, dal lunedì al sabato

·         Tempo scuola di 30 ore: per 5 ore giornaliere, dalle 8 al= le 13, dal lunedì al venerdì + n.2 rientri pomeridiani il lunedì, dalle ore 14.00 alle ore 17.00, il martedì dalle ore 14.00 alle ore 16.00.

 

Sarmato

=  

Sia a Castel San Giovanni, sia a Sarmato la scuola sarà aperta al pomeriggio tutti i giorni in cui si svolgano attività comprese nel POF

 

SERVIZI

 

Sono presenti e funzionanti, a seconda delle varie programmazioni e a sostegno dell’attività didattica, le seguenti risorse logistiche per l’attività di base e per le attività laboratoriali:

 

 

PROGRAMMAZIONE E PROGETTI

 

L’attivit&= agrave; didattica basilare ha come punto di riferimento i Piani di Studio personalizzati annessi al D. L.vo 59.


 

Il POF 2009/10 presenta la seguente offerta specifica:

 

ATTIVITA&= #8217;  FACOLTATIVE – OPZIONALI per = il tempo scuola di 33 ore

&nbs= p;

Si propongono n° 6 attività tra= le quali occorre sceglierne tre per lo svolgimento delle 3 ore opzionali:=

 

·     &nbs= p;   INFORMATICA

·     &nbs= p;   DISEGNO TECNICO=

·     &nbs= p;   GIORNALINO SCOLASTICO<= /span>

·     &nbs= p;   LATINO

·     &nbs= p;   LETTURA E SCRITTURA CREATIVA=

 


 

I progetti curricolari ed extra-curricolari

v      Sostegno-recupero sul programma di base a favo= re degli alunni indicati dal Consiglio di classe e per un periodo determinato dagli stessi consigli di classe (classi prime)

v      Potenziamento in educazione linguistica e matematica

v      Progetto accoglienza: a favore dei neoinseriti provenienti da Paesi extra-comunitari e dei soggetti a grave rischio di moratalità scolastica; apertura su tutto l’anno scolastico di = una corsia di tutoraggio e di avviamento alla regolare frequenza

v      Attività di insegnamento alternativo all’insegnamento della religione cattolica

v      Potenziamento lingua inglese per le classi ter= ze di C.S.Giovanni e Sarmato

v      Progetto “REALIZZAZIONE CURRICOLO DI ISTITUTO” in rete con I.C. di Pianello, Borgonovo V.T.per gli aspetti= del curricolo per il quale è stato richiesto il finanziamento di cui al = DDG n°639 dell’11.12.07

v      Educazione fisica: attività sportiva e sport di squadra; partecipazione ai Giochi Sportivi Studenteschi,Bowling

v      Morfologia latina riservato agli alunni di cla= sse terza

v      Progetto “Patentino”

v      Educazione Ambientale

v      Progetto “Didattica della memoria”= e “Gli amici dei mostri” con utilizzo dello spazio biblioteca

v      Progetto “Biblioteca scolastica”

v      Utilizzo dello spazio teatro

v      Iniziative di orientamento

v      Progetto “Piani di Zona”

v      Giornale di Istituto

v      Visite guidate e viaggi di istruzione secondo = la programmazione di classe e svolgimento della Settimana Bianca

v      Danze popolari in lingua straniera

v      Progetto linguistico Comenius con corso di lin= gua finlandese

v      Progetto “Educare con il cinema…..= UN SOGNO PER LA VITA” promosso dalla biblioteca comunale di Sarmato per gli alunni della Scuola Secondaria di Sarmato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TITOLO III

 

MONI= TORAGGIO E VALUTAZIONE D’ ISTITUTO

 

In un momento in= cui nella scuola si sta cercando di diffondere una cultura della valutazione, la nostra istituzione predispone forme di auto ed eterovalutazione del proprio operato per:

 

·         strutturare un giudizio sulla congruenza tra le scelte progettuali, organizzative e didattiche compiute, = tra le risorse impiegate e gli esiti finali di fatto raggiunti;

·          orientare le decisioni e promuovere= le condizioni di miglioramento progressivo delle attività;

·         migliorare i comportamenti individu= ali , di gruppo e collettivi (Consigli di classe, di interclasse, gruppi di lav= oro, collegi docenti, …);

·         innalzare la qualità dell’istruzione.

 

MONITORAGGIO P.O= .F.

I momenti formal= i di monitoraggio e di valutazione del POF in atto sono riservati anzitutto agli Organi collegiali dell’istituzione: Consiglio di Istituto e Collegio = dei Docenti.

I predetti Organi effettuano specifiche riunioni a metà anno e a conclusione dell’anno scolastico

Essendo chiamati= a concorrere alla predisposizione del POF, sono pure chiamati a monitorarne lo svolgimento e a partecipare alla valutazione finale gli EE.LL. di riferimen= to.

Il monitoraggio = si rifa anche agli orientamenti, a pareri e alle valutazioni espresse dalle assemblee dei genitori.

 

STRUMENTI

 

Gli strumenti potranno essere:

 

·         questionari per la rilevazione dei bisogni formativi;

·         questionari per l’autoanalisi della professionalità docente (organizzazione interna alle classi, d= el curricolo, della didattica, …)

·         tabelle di classificazione e analisi delle risorse professionali e materiali;

·         prove oggettive e semistrutturate p= er la verifica iniziale, in itinere e finale degli apprendimenti.

 

COLLABORAZIONI

 

L’Istituto intende avvalersi della consulenza dei seguenti Enti.

 

·         Archivio docimologico per l’autovalutazione delle scuole (CEDE);

·         I.R.R.E.

·         INValSI

 


 

TITOLO IV

 

FORMAZI= ONE DEGLI ADULTI

 

Il Centro Territoriale Permanente è parte della vita della Scuola e, quindi, v= iene considerato dentro il POF anche se, a rigor di termini, il Centro è = cosa distinta dalla scuola.

Attravers= o la presenza e l’offerta del C.T.P. la scuola rafforza il suo legame con = il territorio e svolge una funzione di primaria importanza per il mantenimento della coesione sociale e la formazione culturale degli adulti.

L’a= ttività ordinaria del Centro è riconducibile alle cinque seguenti aree di proposta formativa:

1)&n= bsp;    Corsi ex 150 ore per l’ottenimento del diploma di licenza media

2)&n= bsp;    Corsi di alfabetizzazione e corsi d= i lingua italiana per extracomunitari

3)&n= bsp;    Corsi di informatica a diversi live= lli

4)&n= bsp;    Corsi di lingue straniere (Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo) a diversi livelli

5)&n= bsp;    Corsi specifici di avviamento all’attività lavorativa o di riconversione e riqualificazione degli occupati, mediante intesa con gli Enti  di Formazione e sulla base di finanziamenti attinti dal Fondo Sociale Europeo.

6)&n= bsp;    Da quest’anno il C.T.P. avvierà anche l’esperienza per il recupero della scolarit&agra= ve; di livello medio-superiore dei cittadini adulti (over 18) che sono tuttora privi del titolo di studio (maturità) attraverso convenzioni con il = Polo Scolastico Superiore di Castel San Giovanni: progetto IGEA 1° e 2° biennio e 5^ maturità .

7)&n= bsp;    Partecipazione al Progetto gestito = da “tutor” riguardante i quindicenni che, secondo le indicazioni regionali, frequentano contemporaneamente la formazione professionale e il corso CTP per il conseguimento della Licenza Media.

La presenza del C.T.P. rafforza anche la vita della scuola in quegli aspetti c= he l’educazione degli adulti e la formazione professionale hanno conside= rato e considerano alla base della propria attività: dimensione progettua= le, tensione verso gli obiettivi, valutazione e certificazione delle competenze, attenzione all’innovazione.

Il C.T.P. che nel corso dell’anno scolastico trascorso ha svolto n° = 32 corsi di varia durata e articolazione, presenta per l’a.s. 2009/2010 = la seguente offerta formativa:

 

¨CORSI ANNUALI: licenza di scuola primaria, licenza di scuola secondaria, corsi di italiano per stranieri; segmenti per il conseguimento di qualifiche professionali o il diploma di scuola media superiore;

¨CORSI DI LINGUE: inglese, tedesco, spagnolo, francese ( i corsi si articoleranno = su diversi livelli)

= ¨CORSI DI INFORMATICA: alfabetizzazione informatica, Word, Excel, Internet, Autoca= d, Photoshop, Sicurezza in internet

= ¨CORSI BREVI: sperimentazione di tecniche pittoriche, pittura su ceramica, il mest= iere di grafico, chitarra, taglio e cucito, cucina, attività motoria, ginnastica

 


 

TITOLO V

 

PIANO DI FORMAZIONE

 

L'attività= ; di formazione in servizio per i docen= ti deve tenere in considerazione fondamentalmente tre aspetti:

la continuit&agr= ave; delle esperienze formative significative realizzate negli anni scolastici precedenti;

la necessit&agra= ve; di adeguare la formazione dei docenti alle esigenze emergenti nella attività didattica ed educativa, seguendo le indicazioni contenute n= el POF;

la necessit&agra= ve; di formazione per l’applicazione della riforma di cui alla legge n&de= g; 53 .

 

Le priorit&agrav= e; dell’istituto vengono date in questo anno scolastico alle seguenti tematiche:

 

L’insegnamento dell’Italiano come Lingua 2= : rivolto a tutti i docenti che quotidianamente affrontano le problematiche dell’inserimento di alunni stranieri neo arrivati;<= /p>

 

Fortic 2: per potenziare= le competenze informatiche dei docenti.

 

L’insegnamento della religione cattolica<= /b>: per tutti i docenti che hanno manifestato la volontà di mantenere l’IRC e devono confermare la propria idoneità;

 

L’orientamento: rivolto= ai docenti della scuola secondaria di primo grado in continuità con l’esperienza realizzata l’anno scolastico scorso.

 

 

 

FORMAZIONE PERSONALE A.T.A.

 

·         Formazione in servizio sia per gli assistenti amministrativi (riorganizzazione e organizzazione dei servizi) c= he per i collaboratori scolastici (il nuovo contratto con particolare attenzio= ne agli aspetti relazionali).

·         Formazione specifica per i vari ser= vizi amministrativi: gestione della carriera del personale, gestione del Program= ma, attività negoziale.

·         Aggiornamento Excel, nuovi software= e SISSI in rete.

·         Formazione di Puntoedu.<= /span>

·         Formazione sulle ricostruzioni di carriera.

·         Formazione legge Privacy=

 

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