Disegno di Ahmed e Riccardo: il coro delle quinte per la giornata della memoria al Teatro Verdi
Il 27 gennaio, giornata della memoria, ci
siamo riuniti tutti al Teatro Verdi per commemorarla. C'erano il liceo,
le scuole medie e le classi quinte delle scuole elementari. Assistevano
anche il preside Pillade Cavallotti, l'assessore Piero Pergolotti,
alcuni rappresentanti del comune e i famigliari di Tina Pesaro, la
nostra concittadina morta nei campi di sterminio. La celebrazione è stata il
risultato di tutte le riflessioni e del lavoro che ogni classe ha fatto
sui fatti accaduti sessanta anni fa.
Abbiamo cominciato con il canto Fratelli d'Italia. Poi c'è stata Scarpette Rosse, una toccante poesia che parla dello
sterminio nei campi di concentramento dei bambini ebrei. Per far
comprendere lo strazio è stata utilizzata una "montagnetta" di
scarpe, che simboleggiava la morte e l'abbandono.
La vita spezzata è stata la danza della VA Tina
Pesaro: molto significativa, perchè spiegava quante persone sono
morte a causa della follia dell'uomo.
Successivamente c'è stata la
lettura della dichiarazione di Hitler, seguita dalla Dichiarazione dei
diritti dell'uomo: queste ci
hanno fatto capire quanto orribili fossero le idee del nazismo e come
l'uomo possa cadere così in basso.
La poesia Come potevamo noi
cantare ha introdotto il canto Va pensiero, eseguito dal coro delle quinte di Tina
Pesaro. Questo canto è considerato uno dei canti sacri.
La danza
della gru di Hiroshima
rappresentava lo scoppio del mondo, intesa come simbolo della
distruzione da parte degli adulti. Questa danza è
proseguita
sulle note dell'Inno alla gioia, simbolo della ricostruzione del mondo
possibile solo grazie ai bambini, futura generazione, più
disposta verso gli altri.
Disegno
di Elyesse: mille gru d'oro per Sadako
L'ultimo canto è stato Viva la gente, che esprimeva, secondo me, amore,
fratellanza, pace e solidarietà.