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27 gennaio 2005: le scuole di Castel S. Giovanni celebrano la giornata della memoria
(a cura di Nicola di quinta)


Disegno di Ahmed e Riccardo:
 il coro delle quinte
 per la giornata della memoria
 al Teatro Verdi


Il 27 gennaio, giornata della memoria, ci siamo riuniti tutti al Teatro Verdi per commemorarla. C'erano il liceo, le scuole medie e le classi quinte delle scuole elementari. Assistevano anche il preside Pillade Cavallotti, l'assessore Piero Pergolotti, alcuni rappresentanti del comune e i famigliari di Tina Pesaro, la nostra concittadina morta nei campi di sterminio.
La celebrazione è stata il risultato di tutte le riflessioni e del lavoro che ogni classe ha fatto sui fatti accaduti sessanta anni fa.

Abbiamo cominciato con il canto Fratelli d'Italia. Poi c'è stata Scarpette Rosse, una toccante poesia che parla dello sterminio nei campi di concentramento dei bambini ebrei. Per far comprendere lo strazio è stata utilizzata una "montagnetta" di scarpe, che simboleggiava la morte e l'abbandono.

La vita spezzata è stata la danza della VA Tina Pesaro: molto significativa, perchè spiegava quante persone sono morte a causa della follia dell'uomo.

Successivamente c'è stata la lettura della dichiarazione di Hitler, seguita dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo: queste ci hanno fatto capire quanto orribili fossero le idee del nazismo e come l'uomo possa cadere così in basso.

La poesia Come potevamo noi cantare ha introdotto il canto Va pensiero, eseguito dal coro delle quinte di Tina Pesaro. Questo canto è considerato uno dei canti sacri.

La danza  della gru di Hiroshima rappresentava lo scoppio del mondo, intesa come simbolo della distruzione da parte degli adulti. Questa danza è proseguita sulle note dell'Inno alla gioia, simbolo della ricostruzione del mondo possibile solo grazie ai bambini, futura generazione, più disposta verso gli altri.


Disegno di Elyesse:  mille gru d'oro per Sadako

L'ultimo canto è stato Viva la gente, che esprimeva, secondo me, amore, fratellanza, pace e solidarietà.


Nicola

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