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TEATRO G. VERDI
Il Teatro "G. Verdi"
sorge nel centro storico di C.S.G.: l'ingresso si trova nella piazza "A.
Casaroli", sulla quale si affacciano la Collegiata o Chiesa Maggiore e
la Scuola Media "G. Mazzini";l'altro lato dell'edificio si colloca
in via Gazzotti.in quest'area nel secolo 12° sorgeva uno "spedale per
gli infermi di nostra terra;
all'inizio del Seicento fu trasformato in un piccolo oratorio dedicato a San
Giustina, che pare fosse una costruzione molto modesta.
Nel 1688, Ranuccio 2°, duca di Parma, lo fece demolire ed edificò,
a sue spese, una chiesa dedicata a San Giustina, che doveva servire esclusivamente
alle "Monache Benedettine" insediate, nello stesso anno, nel attiguo
convento, anch'esso edificato da Ranuccio 2° in quell'occasione.
I castellani la indicarono infatti come "Chiesa delle Benedettine".Per
tutto il Settecento la chiesa fu occupata dalle monache;il 5 luglio 1802 fu
visitata dal Duca Ferdinando di Berbone . Nel giugno 1805 Napoleone soppresse
il convento e la chiesa e ne incamerò le rendite dichiarandole beni demaniali.
Passata la bufera napoleonica, l'edificio, come proprietà demaniale,
passò alla camera ducale di Maria Luigia d'Austria, duchessa di Parma
e Piacenza. La camera ducale, con asta pubblica, il 21 agosto 1815, ne affittò
una parte ad un certo Paolo Bertoni che ne fece un magazzino. Ma un locale così
bello faceva gola al consiglio degli anziani, amministratori comunali del tempo,
i quali, nel 1822, sotto la guida del podestà Pietro Albesani, lo richiesero
alla sovrana per stabilirvi una scuola, un ufficio di pesamento e una sala di
spettacolo. La duchessa concesse subito la Chiesa e parte dell'edificio verso
ovest, riservandosi la parte che prospettava in via Gazotti , allora adibita
a caserma dei suoi dragoni .
Subito il comune , forse attivato dalla generosità della denominazione,
chiese anche l'altra porzione dell'edificio;anche questa volta Maria Luigia,
con scrittura del 10 agosto 1822 , donò la parte richiesta al Comune
con la clausola che restasse un luogo alto ad alloggiare truppe estere e nazionali
. Il comando dei dragoni vi rimase ancora , forse fino al 1860.
La chiesa e l'ex convento furono trasformati in "Teatro Comunale";il
progetto fu eseguito dall'architetto Fazzola di Parma. Il Comune , per mancanza
di mezzi , pensò di aprire una pubblica sottoscrizione , allo scopo di
ottenere dai cittadini un concorso alle spese , concedendo loro di costruire
a proprie spese i palchi riservandosi però il diritto di esplorarli con
rimborso della somma da loro pagata per la costruzione. Il preventivo del progetto
Fazzolo venne ridotto dal tecnico morselli;il podestà Pietro Albesani
fece iniziare la costruzione verso la fine del 1822 ; i lavori terminarono ad
agosto del 1823 e il teatro venne inaugurato con uno spettacolo di gala il 5
settembre 1823 . Il teatro era amministrato dal Comune, mediante una commissione
di 4 membri, presieduta dal podestà, secondo un preciso regolamento.
Ai palchi già esistenti, vennero aggiunti i 4 palchetti di proscenio;il
teatro fu nuovamente dipinto e decorato dal prof. Bernardino Massari nella seconda
metà del 1800. In seguito esso venne a dipendere da una società
detta "F. lodrammatica Castellana"che ne curava l'organizzazione.
In questo teatro furono rappresentate le più belle opere liriche italiane,
con attori di fama nazionale e valenti castellani, fra ccui Anna Maria (Marietta)
Baderna ( ballerina )a Giovanna Pecorini ( soprano).
In seguito il teatro fu dedicato al nostro sommo compositore G. Verdi; l'attività
teatrale continuò fino al 1927, quando le autorità le dichiararono
pericolante e ne ordinarono l'abbattimento dei palchi e lo strutturarono come
locale da cinema dotandolo di una grande galleria. Nel 1978 l'allora assessore
alla cultura propose di riportare la sala alla sua funzione originale e, dopo
un costo di un miliardo e mezzo circa di lire, dodici anni di attesa, il progetto
fu completato nel 1990
Attualmente la zona foyer è ubicata al piano terra con ingresso di fianco
alla scuola media"Mazzini"; si sono mantenuti i solai "voltati"
protetti con vernici idrorepellenti. Il guardaroba si trova a destra dell'ingresso
, la cassa di fronte alla zona d'ingresso : il pavimento è in ceramica
.
A piano terra si collocano anche i servizi e la zona bar , con pavimentazione
in cotto toscano .
Dal foyer si ha accesso alla platea con una porta a due battenti a tenuta di
fuoco . Nella zona centrale sono collocate 184 poltroncine disposte su sbarre
di supporto ancorate su pavimento e sfalsate per garantire la visibilità
del palcoscenico da ogni posto. Al termine del primo gruppo di dieci file di
poltrone si trova un corridoio in corrispondenza all'uscita di sicurezza . La
pavimentazione è in moquette per eliminare rumori causati dagli spostamenti
degli spettatori . Dalla platea con una scaletta in ferro a chiocciola , si
accede alla galleria , resa necessaria per aumentare la capienza del teatro
e per assolvere al problema acustico della struttura ; il materiale qui usato
è il legno lamellare . In questa zona si è cercato di mantenere
, il più possibile , la struttura della vecchia chiesa delle monache
benedettine .Il palcoscenico è collocato sul fondo della sala ed è
dotato di tutti gli accorgimenti tecnici indispensabili ;dietro di esso si collocano
i camerini per gli artisti . Attualmente , si tiene una stagione teatrale ,
da novembre ad aprile , con opere in prosa e in musica; inoltre vi si svolgono
varie manifestazioni,convegni , incontri, dibattiti,spettacoli per le scuole
;nel foyer si allestiscono mostre di pittura e di fotografia . Le scuole del
territorio, inoltre,utilizzano il teatro per le loro rappresentazioni.
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