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Il fontanone
Una risorgiva (o fontanile) è una sorgente tipica della pianura padana. Le risorgive si formano da corsi d'acqua sotterranei provenienti dalle aree alte della pianura padana che riaffiorano nelle zone più umide e pianeggianti. L'acqua dei fontanili sgorga ad una temperatura costante di circa 12°C, perciò è tiepida d'inverno e fresca d'estate. Un tempo la pianura padana era un susseguirsi di paludi e foreste umide. Attorno all'anno mille, per bonificare questi terreni, furono progettati e costruiti fontanili. Solo verso il 1500 s'iniziò ad utilizzare le acque dei fontanili per irrigare i campi. Da allora l'importanza dei fontanili continuò a crescere raggiungendo il suo massimo sviluppo alla fine del 1800. In seguito l'introduzione di nuove pratiche agricole e la nascita dell'industria, provocando l'abbassamento della falda e inquinandone le acque, causarono la perdita d'importanza dei fontanili che furono abbandonati.
I fontanili sono composti da due zone: testa e asta. La testa è uno scavo di forma semicircolare della profondità di due o tre metri che forma una specie di laghetto. L'asta è un canale che fa defluire l'acqua del laghetto e la distribuisce verso i campi. L'acqua sorgente ha una temperatura costante, ciò permette il suo utilizzo durante tutto l'anno.
Essa viene utilizzata per l'agricoltura: viene trasportata tramite dei tubi.
I fontanili di Fontana Pradosa sono un ambiente d'importantissimo valore geomorfologico: un ambiente simile non esiste in nessun altro posto della pianura padana. Per raggiungere i fontanili da Fontana Pradosa si percorre Via Bosco verso il Po: si arriva ad un bivio da cui si dipartono a destra una strada in terra battuta che porta a Sarmato, a sinistra un viottolo erboso. Qui si possono osservare i due principali fontanili, uno sulla sinistra e l'altro più grande sulla destra chiamato "fontanone".
Veduta aerea dei fontanili di Fontana
Essi derivano dall'erosione del Terrazzo fluviale, operata dal fiume Po. Il valore storico è connesso alla felice intuizione dei Monaci Certosini di Chiaravalle nell'utilizzare le acque dei fontanili per irrigare le marcite. Tale ambiente si presta ad accogliere una flora e una fauna molto particolare in quanto si possono ammirare specie molto rare o addirittura in via d'estinzione.
Tra le specie vegetali rare si possono ammirare i muschi e le alghe. Tra queste si trovano le macrofite, le spermatofite, tra cui la gamberaria, il sedano d'acqua, il crescione e la lenticchia d'acqua spatolata, e le pteridofite. L'ambiente circostante, le acque risente della loro presenza tanto da costituire un supporto per le specie degli ambienti umidi: lisca maggiore, numerose specie di felci, la menta a foglie rotonde, la colombina cava, il cerfoglio velenoso. La zona intorno al fontanile rappresenta anche un ambiente di grande importanza per gli animali. Numerosissimi sono gli insetti, tra cui la zanzara, la libellula e lo zanzarone degli orti che, nonostante le grosse dimensioni, non punge né succhia il sangue. Nei fontanili di Fontana Pradosa si possono osservare alcuni pesci, tra cui lo spinarello, si possono ammirare un'infinità d'anfibi e rettili (sempre legati all'ambiente acquatico) tra cui il rospo, la rana verde, il tritone punteggiato e ancora il ramarro, la biscia del collare e la lucertola dei muri. Altri animali legati all'ambiente acquatico sono gli uccelli come: la gallinella d'acqua, l'anatra selvatica, il germano reale e gli aironi. In mezzo ai boschi e nei prati aperti possiamo trovare animali come il fringuello, la civetta, il fagiano, la cinciallegra, la capinera, le rondini, il verdone, lo scricciolo, il merlo che nidificano sulla flora arborea. Nei pressi dei fontanili si possono osservare altresì il riccio ed il coniglio selvatico.
Sono state fatte indagini sulle qualità delle acque dei fontanili attraverso le analisi delle specie macrobentoniche presenti, che possono fornire importanti dati; in molti fontanili è stata rilevata la presenza di chironomidi che sono indicatori di forte inquinamento organico, in altri sono state rilevate specie macrobentoniche appartenenti ai tricotteri, efemerotteri, gasteropodi, gammarus che sono invece indicatori di un modesto inquinamento organico e di buone condizioni delle acque. Il terreno è friabile perché ricco di sostanze organiche, invece sotto è di natura marnoso-argilloso e quindi facile allo smottamento.
In futuro si pensa di migliorare l'estetica dei fontanili attraverso:
- Pulizia delle siepi per togliere gli eccessi di sviluppo.
- Pulizie delle teste e delle aste almeno una volta ogni due anni.
- Ritorno, possibilmente, ai vecchi sistemi d'irrigazione.
- Eliminazione di tutte le barriere naturali per permettere un deflusso migliore dell'acqua.
Sarà, inoltre, importante fotografare tutte le specie botaniche ed evidenziarne le caratteristiche.
I fontanili sono, dunque, un vero e proprio patrimonio naturalistico da salvaguardare e da valorizzare: poco lontano dalla città, è possibile, infatti, respirare l'aria pura della campagna, riposare gli occhi nel verde degli alberi e degli arbusti che s'intrecciano, formando zone di luce e d'ombra, ascoltare il cinguettio degli uccelli, osservare vari animaletti che si aggirano intorno a questi specchi d'acqua limpida, nei quali viene la tentazione di tuffarsi, come facevano i nostri bisnonni tanto tempo fa.
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