SCUOLE MEDIE di CASTEL SAN GIOVANNI
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L'oratorio intitolato alla Vergine delle Grazie, comunemente ricordato come "CHIESA DELLA TORRICELLA" dall'appellativo che qualificava la confraternita dei cappuccini laici in Piacenza, di cui la compagine castellana costituiva una filiazione, venne eretto nel 1596 grazie agli oboli e alle sovvenzioni dei devoti contradaioli del cantone "Fornace", che da quel momento potevano beneficiare di una chiesa "particolare" così da parificarsi agli altri tre quartieri del borgo.
I Cappuccini della confraternita esercitavano la sepoltura dei morti nell'adiacente cimitero, la cura dei carcerati, l'assistenza dei condannati a morte.
La chiesa venne innalzata laddove è tuttora visibile, tra il percorso perimetrale delle mura (attuale piazzale Gramsci) e la strada della Torricella (attuale via Garibaldi).
Altare
I registri delle ordinazioni informano che i primi capomastri della fabbrica furono Paolo Calderone e Pietro Valere, in carica fino al 1601 circa, durante il cui mandato venne probabilmente compiuto il presbiterio, del quale alcune carte relative all'agosto 1599 rivelano le dimensioni, stimate in 14 braccia di lunghezza e 12 di larghezza.
Il primo decennio del nuovo secolo l'edificio vide il suo compimento strutturale e nel 1609 si mise in opera la pavimentazione, mentre la seconda decade venne riservata al corredo ed alla decorazione degli interni.
Tra il 1613 e il 1616 vennero affrescate a trompe-l'oeil alcune pareti e una finta cappelletta adiacente l'ingresso. Vennero anche eretti due sacelli laterali, uno dedicato a S. Agnese e l'altro a S.Carlo Borromeo (1613).
Negli anni 1618-20 fu edificato il coro, con un prestito che un anonimo donò alla congregazione.
Nel 1624 la torretta campanaria fu sostituita da un più consistente campanile su disegno di Gian Franco Ozola, mentre nel 1626 fu realizzato il sagrato selciando la piazzola antistante.
Nel 1723 si aprì sul coro un luminosissimo finestrone a timpano spezzato.
Nel 1776 è ricordata l'esistenza di una "camera" dove si riunivano i confratelli, che venne abbattuta quando la sede dell'istituto assistenziale "Casa di S. Vincenzo", realizzata nel 1936, venne trasformata in Asilo d'Infanzia.
Tra il XVIII e il XIX sec. (sotto la dominazione napoleonica) l'oratorio e gli edifici ad esso pertinenti vennero adibiti a magazzino, alloggio ed ospedale per le soldatesche francesi. Nel 1802 le condizioni di dissesto raggiunte indussero i confratelli a supplicare la concessione di "quadrelli" delle mura ormai in rovina per ripristinare strutture e murature. Poco dopo la congrega fu soppressa e l'oratorio chiuso.
Alla fine dell'800 fu aggiunto, sopra il portone d'ingresso, un organo meccanico a una tastiera e correlata pedaliera corta, eseguito dall'organaro piacentino Giuseppe Cavalli. Oggi questo antico monumento musicale è del tutto dimenticato, tanto da essere fatiscente a causa del suo pluridecennale stato di disuso e perciò necessita di un urgente restauro, anche per il fatto di essere una delle poche opere del Cavalli presenti sul territorio e di conservare la manticeria organaria con un mantice ad azione manuale, elemento che ne accresce il fascino storico.
Il 5 novembre 1923, per volontà del parroco don Aristide Conti, dopo interventi di ripristino anche degli affreschi, eseguiti dal prof. Pittaco (in uno compare anche l'allora sacrestano, figura cara ai cittadini) la chiesa fu riabilitata al culto e riaperta ai fedeli.
Negli anni '50 venne rifatta la pavimentazione secondo i gusti del tempo, cioè con cemento di varie colorazioni e composizioni.
Purtroppo, non sono più stati fatti interventi di ripristino e conservazione e l'intero complesso versa in cattive condizioni. Finalmente, nel 2002 è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi denominata "Un mattone per i Sacchi", con l'intento di raccogliere finanziamenti tra i cittadini per gli interventi più urgenti Grazie alla sensibilità e disponibilità dei fedeli, che sono molto "attaccati" alla loro chiesa, si è potuto provvedere alla sistemazione del tetto e dei locali adiacenti.
Oggi, nella chiesa viene celebrata una frequentatissima messa la domenica mattina e si festeggiano con solennità S. Francesco d'Assisi (patrono dell'asilo parrocchiale annesso), S. Agnese (patrona dei barcaioli del nostro Po) e la Madonna del Carmine. Durante il mese di maggio, dedicato a Maria, e il mese di giugno, dedicato al S. Cuore di Gesù, la sera viene recitato il rosario, seguito sempre da un gran numero di fedeli. Nel periodo natalizio viene allestito il Presepe. Talvolta, vengono celebrati matrimoni o si effettuano incontri di preghiera o ritiri spirituali.
L'edificio è anche utilizzato per cerimonie particolari: si svolgono infatti celebrazioni in lingua spagnola e/o portoghese per le comunità di emigrati sudamericani e con rito ortodosso per la comunità rumena. A tali celebrazioni partecipano anche numerosi fedeli locali, a dimostrazione dello spirito di fratellanza creatosi all'interno della comunità castellana.
IMPRESSIONI
L'oratorio di S. Maria della Torricella, da noi comunemente chiamata la "Chiesa dei Sacchi", costituisce un importante punto di riferimento per la nostra comunità: la sua struttura architettonica di piccole dimensioni, semplice, sobria ma nello stesso tempo elegante e raffinata, la rendono una chiesa "molto speciale", diversa dalle altre due della nostra città. Ad essa sono legati i ricordi più sereni e dolci della nostra infanzia: a lato infatti sorge la Scuola Materna Parrocchiale "S. Francesco", frequentata da noi e da tanti altri bambini della città e delle frazioni. Un luogo accogliente, nel quale, sotto lo sguardo attento, vigile, premuroso delle Suore dell'Immacolata e delle maestre, abbiamo trascorso momenti indimenticabili. Ricordiamo ancora quando il 4 ottobre, giorno dedicato a S. Francesco, ci recavamo in chiesa, in fila, tenendoci per mano, nei nostri bei grembiulini azzurri e rosa, e lì, con i nostri genitori e la comunità, recitavamo qualche preghiera in onore del Patrono d'Italia, protettore della nostra scuola, o quando, in occasione del S. Natale, visitavamo il Presepe e restavamo per lungo tempo, affascinati e stupiti, ad ammirare la capanna di Gesù Bambino e le statuine dei pastori, senza che ci sfuggisse nemmeno un particolare; o quando, in occasione della "Domenica delle Palme" ci veniva distribuito l'ulivo benedetto ed uscivamo dalla chiesa per una breve processione nelle vie circostanti.
Ma, al di là dei ricordi, la chiesa rappresenta un luogo di particolare suggestione: eretta in un punto di grande traffico, di movimento, di confusione, costituisce un'oasi di pace e di raccoglimento. Alcuni concittadini intervistati ci hanno spiegato che il visitatore, entrando, si trova improvvisamente proiettato da un mondo caotico, frenetico, spesso superficiale, in un'atmosfera di assoluto silenzio, di serenità, di tranquillità, nella quale ha la possibilità di riflettere, di estraniarsi dalla materialità della vita quotidiana per entrare in un mondo di valori senza tempo, eterno, ricco di mistero. Altri ci hanno spiegato che in questa chiesa, piccola e accogliente, sembra loro di riuscire a pregare in modo personale e seguire le celebrazioni liturgiche con maggiore partecipazione e raccoglimento.

ATTIVITA' SVOLTE
CHIESA DI S. ROCCO
FONTANILI
 

 

 

 

 

 

 

 

 


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